Ufficio Stampa e Social Media
Questa sezione costituisce il canale ufficiale attraverso cui l’Ateneo rende pubbliche informazioni aggiornate, notizie e annunci riguardanti attività, eventi, iniziative e decisioni di interesse pubblico
I comunicati sono redatti e curati dall’Ufficio Stampa dell’Università Mediterranea, e assicurano la diffusione tempestiva e trasparente di contenuti ufficiali, rivolti a media, studenti, personale, stakholders e cittadini, a testimonianza dell’impegno nella divulgazione di notizie utili per una migliore conoscenza di tutte le attività riguardanti l’Ateneo.
Il Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026 è un’indagine annuale che analizza differenze e tendenze di genere nei percorsi universitari e negli esiti occupazionali delle laureate e dei laureati, offrendo un quadro aggiornato sulle scelte formative, performance negli studi e inserimento nel mercato del lavoro dei laureati e delle laureate degli atenei italiani.
Particolare attenzione è dedicata all’origine sociale e al contesto familiare, ai meccanismi di trasmissione intergenerazionale dei titoli di studio e delle professioni, ed alla distribuzione di genere nei diversi ambiti disciplinari, con un focus specifico sulle aree STEM.
I dati emersi dal rapporto di genere AlmaLaurea 2026 sul profilo dei laureati e delle laureate dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria delineano un Ateneo in cui le donne rappresentano la componente maggioritaria pari al 60,4% del totale di tutti i laureati UNIRC (corsi di primo livello, magistrali biennali e a ciclo unico), un dato allineato a quello nazionale. Focalizzandosi sulle discipline di studio in ambito STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) tra i laureati dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria la componente femminile è il 42,6%, +1.5 punti percentuali rispetto alla media nazionale.
Un aspetto rilevante riguarda il ruolo delle Università come ascensore sociale per permettere a studenti/esse che provengono da contesti svantaggiati di migliorare la propria condizione economica e lavorativa rispetto alla famiglia di origine. I dati mostrano che una quota significativa di laureate (77.8%) e laureati (60.8%) UNIRC proviene da contesti familiari in cui i genitori non hanno un titolo di laurea. Il confronto con i dati nazionali evidenzia che alla Mediterranea la componente femminile proviene in misura ancora maggiore da contesti familiari meno istruiti rispetto alla media nazionale (77,8% contro 70,3%, pari a +7,5 punti percentuali). Inoltre, il differenziale di genere risulta più marcato rispetto al quadro nazionale: 17,0 punti percentuali a favore delle donne alla Mediterranea, contro 6,3 punti a livello nazionale.
In termini di regolarità negli studi, la quota di laureate in corso alla Mediterranea è pari al 63%, contro il 50% degli uomini, con un differenziale di 13 punti percentuali a favore della componente femminile. Il vantaggio femminile nella regolarità degli studi osservato alla Mediterranea risulta maggiore rispetto al quadro nazionale, per il quale il differenziale risulta pari a 5,5 punti percentuali (60,9% tra le donne e 55,4% tra gli uomini).
Sul fronte degli esiti occupazionali dei laureati e delle laureate UNIRC, a cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati UNIRC è pari al 78,3% tra le donne e al 91,9% tra gli uomini, a fronte di uno scenario nazionale dove il tasso di occupazione a cinque anni dal titolo è pari all’88,2% tra le donne e al 91,9% tra gli uomini.
Coerentemente con il quadro nazionale, i livelli occupazionali risultano più elevati per i laureati in ambito STEM della Mediterranea, per cui il tasso di occupazione, infatti, raggiunge il 91,1% tra le donne e il 96,6% tra gli uomini. I dati evidenziano come i laureati STEM della Mediterranea presentino livelli occupazionali sostanzialmente allineati e per la componente maschile leggermente superiori rispetto alla media nazionale.
“Il quadro emerso dal Rapporto di Genere 2026 di AlmaLaurea per l’Ateneo, afferma il Rettore dell’Università Mediterranea Giuseppe Zimbalatti, è senz’altro incoraggiante e ci spinge a continuare nel percorso intrapreso di promozione delle pari opportunità nella prospettiva di genere, nei diversi ambiti della vita accademica: la formazione, l’accesso al mondo del lavoro, la ricerca, la didattica e la comunicazione. Il Piano di Azioni Positive (PAP) e il Gender Equality Plan (GEP), strumenti fondamentali di programmazione adottati dall’Ateneo, hanno guidato le nostre iniziative, individuando le linee di intervento, gli obiettivi da raggiungere e le azioni da intraprendere. Un dato significativo che emerge dal rapporto, conclude il Rettore, è che la Mediterranea svolge una funzione particolarmente rilevante di promozione della mobilità educativa femminile, contribuendo in misura significativa all’innalzamento del livello di istruzione all’interno delle famiglie e tra le generazioni -“mobilità sociale ascendente.”
Reggio Calabria 06 marzo 2026
Presso l’Aula Magna ‘L. Quaroni’ dell’Università Mediterranea, si è tenuto il FORUM CONCLUSIVO del ciclo ideato e programmato dal Progetto UrbanLab BiodiverCity, prodotto delle attività della Terza Missione Universitaria del Laboratorio integrato per l’Area dello Stretto per lo sviluppo del territorio del Dipartimento di Architettura e Design e del Laboratorio Meccanizzazione di Precisione per l’agricoltura e l’agrifood del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in collaborazione con il Settore della Città Metropolitana di Reggio Calabria ‘Pianificazione - Leggi Speciali’. Il Laboratorio UrbanLab BiodiverCity, tra le azioni previste dal Piano Integrato ‘Aspromonte in Città’ è stato ammesso al finanziamento sulla linea M5C2 – Investimento 2.2 – Piani Integrati del PNRR.
Dopo i tre Forum dedicati nel 2024 all’Area Grecanica, all’Area della Locride, all’Area della Piana, e all’Area dello Stretto esattamente un anno fa, concepiti come occasione di scambio e di condivisione di idee, di ascolto del territorio e di disseminazione di una nuova cultura del verde e dei temi riferibili alla transizione ecologica, il Forum Conclusivo è stato dedicato alla presentazione degli esiti del progetto raccolti nel volume edito da FrancoAngeli ‘Atlante dei servizi ecosistemici del verde urbano. BiodiverCity per la Città Metropolitana di Reggio Calabria’ e nel portale web dedicato https://biodivercity.unirc.it
Hanno avviato i lavori del Forum Conclusivo il Rettore Giuseppe Zimbalatti e il Direttore Generale Pietro Foti dell’Università Mediterranea, la Direttrice del Dipartimento di Architettura e Design Consuelo Nava e il Direttore del Dipartimento di Agraria Marco Poiana, il Consigliere Delegato all’Ambiente della Città Metropolitana di Reggio Calabria Salvatore Fuda, la Dirigente del Settore ‘Pianificazione - Leggi speciali’ della Città Metropolitana di Reggio Calabria Domenica Catalfamo, il RUP del Progetto Giandomenico Gangemi.
Il Responsabile Scientifico del Progetto, Prof. Concetta Fallanca, ha quindi presentato le modalità di raggiungimento degli obiettivi promessi a inizio percorso e gli esiti del progetto, approfonditi dalle relazioni in programma a cura del gruppo di sperimentazione composto dai Proff. Antonio Taccone, Bruno Bernardi, Giuseppe Bombino, Fabio Lombardi, Pasquale A. Marziliano e Rocco Zappia. In particolare, sono state condivise con gli attori formali e informali presenti alcune riflessioni maturate durante il percorso di ricerca e divenute in seguito temi portanti del volume finale, quali la progettazione della rete ecologica urbana, la pianificazione e la gestione del verde metropolitano, il rapporto tra sicurezza idraulica e riqualificazione ecologica, l’individuazione delle specie forestali utili alla pianificazione del verde, i criteri di utilizzo delle specie arboree in ambito urbano.
Hanno partecipato al confronto con il gruppo di lavoro: le classi Quinta B e Quinta H del Liceo ‘Vinci’ di Reggio Calabria accompagnate dai Proff. Giorgio Sottilotta e Anna Maria Musolino; Beatrice Barillaro, WWF della Provincia di Reggio Calabria; Marisa Cagliostro, Consulta Comunale ‘Politiche sociali’; Alberto Gioffrè Presidente Club Unesco e Kronos; Maria Teresa Malta, già dirigente del Consiglio Regionale della Calabria; Alfonso Picone Chiodo, CAI Reggio Calabria; Patrizia De Stefano, Coordinatrice Ufficio di Piano del Masterplan, Settore Urbanistica e Pianificazione territoriale del Comune di Reggio Calabria; Pasquale Costantino, settore Risorse esterne - Organismi intermedio del Comune di Reggio Calabria; Francesco Saccà, Slow Food.
Reggio Calabria 05 marzo 2026
Cosenza si prepara a celebrare un traguardo storico: i 450 anni dalla liberazione dalla peste (1576-2026). In questo cammino che intreccia fede e identità, un ruolo importante è stato affidato alla progettualità tecnica e creativa del Laboratorio MeTa del dipartimento di Architettura e Design dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.
La "Cura" diventa progetto| Non si tratta di una semplice ricorrenza, ma di una rilettura contemporanea del concetto di protezione. Il Laboratorio Meta ha lavorato intensamente per tradurre il valore teologico e storico della Madonna del Pilerio in un linguaggio visivo capace di parlare alla città moderna.
Attraverso un confronto sinergico con il Vescovo mons. Giovanni Checchinato, l'ateneo reggino ha contribuito a definire il cuore concettuale delle celebrazioni: la "cura materna". Questo lavoro di analisi architettonica e simbolica ha permesso di trasformare l’iconografia tradizionale — la Vergine che sostiene una sfera, simbolo di protezione della città — in un manifesto di corresponsabilità.
Il frutto di questa collaborazione scientifica e creativa emerge con forza nell’identità visiva curata da Andrea Oliva, giovane neolaureata dell’Ateneo reggino. Sotto la spinta del Laboratorio e in collaborazione con il Think Tank Trust e Tools of Culture, il gesto antico della mano che sostiene è stato reinterpretato in un segno grafico essenziale.
Il design diventa così lo strumento per comunicare che la "sfera" (Cosenza, il suo patrimonio, i suoi cittadini) non è solo oggetto di fede, ma è affidata concretamente alle mani della comunità.
La partecipazione dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria sottolinea l’importanza di unire la ricerca accademica alle radici culturali del territorio calabrese. Il Laboratorio Meta dell’Ateneo reggino conferma la sua vocazione di centro d'eccellenza capace di uscire dalle aule per farsi interprete dei sentimenti popolari, fornendo alla Diocesi e alla città gli strumenti per un anniversario che è, al contempo, memoria storica e visione di futuro.
Reggio Calabria 3 marzo 2026
Il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, è stato eletto all’unanimità Presidente del Comitato Regionale Universitario di Coordinamento della Calabria (Coruc). L’elezione è avvenuta il 13 febbraio 2026, con il pieno consenso dei Rettori degli Atenei calabresi, dei rappresentanti degli studenti e della Regione Calabria, rappresentata per l'occasione dall'Assessore Eulalia Micheli.
"Ringrazio i Rettori Calabresi Giovanni Cuda e Gianluigi Greco, i rappresentanti degli studenti ed il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto per la fiducia accordatami" – ha dichiarato il prof. Zimbalatti nell'accettare l'incarico. "Il mio impegno sarà volto a potenziare il sistema universitario regionale attraverso una collaborazione sempre più stretta con tutte le istituzioni territoriali e la Regione Calabria. Il Sistema Universitario Calabrese ha dato in questi ultimi anni forti segnali di crescita sia in termini scientifici che di offerta formativa. Solo unendo ulteriormente le forze si potrà rilanciare il percorso intrapreso per contribuire sempre più alla crescita sociale ed economica della nostra regione."
Il Coruc è l'organo strategico deputato alla programmazione del sistema accademico regionale, sovraintendendo alle iniziative su offerta formativa, orientamento, diritto allo studio, accesso all’istruzione ecc. La durata del mandato del Presidente è triennale.
Reggio Calabria 13 febbraio 2026
Partecipazione attenta e qualificata, nel pomeriggio di oggi, presso l’Atelier dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, per un incontro di approfondimento dedicato alla prima campagna d’Italia di Napoleone Bonaparte, una delle pagine più significative della storia militare europea, analizzata attraverso il contributo storico del Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, Capo dell’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa, insieme al dott. Luca Gandini.
L’iniziativa, inserita nel calendario degli appuntamenti culturali dell’Ateneo reggino, ha rappresentato un momento di alto profilo storico e istituzionale, capace di coniugare l’analisi degli eventi militari con una riflessione più ampia sui valori della memoria, del servizio e del sacrificio.
Nel suo intervento, il Generale Rispoli ha richiamato il significato più profondo dell’impegno delle Forze Armate, soffermandosi sul ruolo della tutela, custodia e memoria quali pilastri dell’azione istituzionale, che fa capo a quell’ufficio di diretta collaborazione del Ministro della Difesa. In particolare, ha evidenziato l’importanza della conservazione del patrimonio architettonico dei Sacrari e dei Cimiteri militari, luoghi simbolo del sacrificio dei Caduti, della custodia del sentimento di riconoscenza verso quanti hanno servito la Patria e della memoria come strumento di unione tra generazioni e monito permanente a difesa della pace.
In un passaggio intenso del suo intervento ha sottolineato come la memoria non rappresenti soltanto ricordo, ma responsabilità collettiva, capace di creare un ponte tra passato, presente e futuro volto a educare le giovani generazioni ai valori della convivenza civile, della solidarietà e del servizio allo Stato.
L’approfondimento storico ha offerto inoltre l’occasione per ripercorrere nel dettaglio la prima campagna d’Italia di Napoleone Bonaparte, mettendo in luce strategia e dinamiche operative che segnarono un passaggio decisivo negli equilibri politici e militari del continente europeo.
L’incontro si è concluso con un partecipato momento di dialogo con studenti, docenti e cittadini, confermando il ruolo dell’Università Mediterranea quale luogo di confronto culturale e di promozione della memoria storica, capace di rafforzare il legame tra istituzioni, territorio e comunità.
Reggio Calabria 9 febbraio 2026
Lunedì 9 febbraio alle ore 17 presso Atelier d’Ateneo (plesso Architettura e Design), nell’ambito delle politiche culturali d’Ateneo, si svolge un ciclo di incontri dedicato alle Grandi battaglie nella storia “La prima Campagna d’Italia di Napoleone Bonaparte”, che apre anche le attività a.a. 2025/2026.
A essere esaminata sarà la prima campagna d’Italia condotta da Napoleone Bonaparte, una pagina importante nella storia personale di Napoleone — «l’epoca più bella della sua vita», come ricordò sempre — e nella storia europea.
A discuterne saranno relatori d’eccezione: il prof. Luigi Mascilli Migliorini, Accademico dei Lincei e uno dei principali studiosi dell’epoca napoleonica a livello internazionale; il Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, studioso attento di Napoleone al quale ha dedicato, tra l’altro, due corposi volumi; e il Dott. Luca Gandini, studioso di storia e coautore del recente volume dal quale muoverà il dibattito, Marcia per la Gloria (Mantova, 2025)
Reggio Calabria 6 febbraio 2026
Questa mattina il Dott. Paolo Sirna, a pochi giorni dal suo insediamento come Questore di Reggio Calabria, si è recato in visita istituzionale presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. Il Dott. Paolo Sirna si è intrattenuto con il Rettore Prof. Giuseppe Zimbalatti.
Il Rettore ha espresso al Questore, in nome dell’intera Comunità Accademica della Mediterranea, gratitudine per l’incontro odierno ed i migliori auguri di buon lavoro per il prestigioso e delicato incarico.
Reggio Calabria 28 gennaio 2026
Stamattina, alla presenza del Sindaco del Comune di Reggio Calabria Dott. Domenico Battaglia e del Rettore dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria Prof. Giuseppe Zimbalatti, è stata formalizzata la consegna di ulteriori terreni nella frazione di Gallina destinati all’Azienda Agraria Universitaria.
“Un passaggio che rafforza le connessioni tra istituzioni, generando opportunità di sviluppo per il territorio. Consentendo di mettere ulteriormente a valore il lavoro di rilancio dell’Azienda Agraria di Ateneo avviato già da alcuni anni anche grazie alla grande disponibilità del Comune di Reggio Calabria” - dichiara Giuseppe Zimbalatti Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
“Suggelliamo un percorso avviato nel 2023 che ha già dato risultati tangibili sul territorio in termini di recupero e riqualificazione urbana. Attraverso una sinergia che si consolida ulteriormente rendiamo fruibile un’area che era totalmente abbandonata e che sarà a disposizione non solo degli studenti ma dell’intera collettività” - commentano il sindaco facente funzioni Domenico Battaglia e l’assessore comunale ai Lavori pubblici Paolo Brunetti.
Oggi l’Azienda Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria si estenderà su circa 11 ettari e si rafforza come spazio di trasferimento tecnologico e terza missione, dove formazione e ricerca contribuiscono a costruire sviluppo e visione per il futuro.
Reggio Calabria 23 gennaio 2026
Il Progetto UNICORE (University Corridors for Refugees) è il programma di UNHCR – Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati che, dal 2019, consente a studenti rifugiati di completare il proprio corso di studi magistrale presso università italiane.
Nel 2025 sono 45 gli atenei italiani che hanno aderito al progetto. UNICORE rappresenta un’opportunità concreta per costruire il futuro di giovani che vivono in territori segnati da crisi, offrendo loro sicurezza e prospettive.
L’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, attraverso l’Ufficio alle Relazioni Internazionali e il coordinamento della Delegata alle Politiche Umanitarie e di Cooperazione Internazionale, aderisce al programma già da due edizioni e si prepara ad avviare le procedure per l’edizione UNICORE 8.0.
Nell’edizione UNICORE 6.0 sono stati selezionati tre studenti rifugiati in Uganda: Elias Ashiek, Yahya Mohamed Yahya Abdalla, proveniente dal Sud Sudan, e Michael Okot Barnabas Okello, dal Sudan, che frequentano attualmente il secondo anno del Corso di Studi Magistrale in Scienze delle Tecnologie Agrarie.
Nel bando di candidatura per l’edizione UNICORE 7.0 sono state predisposte due borse di studio per studentesse e una borsa di studio per studenti. Aya Susan, proveniente dal Sud Sudan, e Mikael Tedros Goytom, dall’Eritrea, hanno scelto di seguire il Corso di Studi in Scienze delle Produzioni Agrarie Mediterranee, coordinato dal prof. Gregorio Gullo. Sunday Evelyne Morris, proveniente dal Sud Sudan, ha invece scelto di frequentare il Corso di Studi in Scienze della Qualità e Sicurezza dei Prodotti Alimentari, coordinato dalla prof.ssa Amalia Piscopo. Un riferimento significativo per le attività accademiche presso il Dipartimento di Agraria è la prof.ssa Souraya Benalia, che insieme a tutti i docenti si impegna a coadiuvare gli studenti nel loro percorso.
Gli studenti, pienamente allineati ai corsi di studio, sono stati inseriti anche nei programmi Erasmus per lo svolgimento di attività internazionali.
L’accesso all’istruzione universitaria per i giovani rifugiati è spesso la causa principale della loro fuga irregolare dai Paesi di origine, nel tentativo di inseguire un sogno “che va oltre ogni immaginazione”, come ha raccontato Elias Ashiek nel suo intervento particolarmente significativo, tenuto su invito del Rettore all’Inaugurazione dell’Anno Accademico della Mediterranea.
Offrire accesso all’istruzione non significa solo garantire protezione, ma anche promuovere dignità, indipendenza e la possibilità di contribuire attivamente alle comunità di accoglienza. Essere studenti UNICORE significa molto più che percepire una borsa di studio: rappresenta un’opportunità concreta per costruire un futuro dignitoso e sicuro.
Lo staff del Progetto UNICORE, coordinato dalla prof.ssa Paola Raffa, Chairholder della Cattedra UNESCO Mediterranean Landscapes in Context of Emergency e Delegata del Rettore alle Politiche Umanitarie e di Cooperazione Internazionale, si rafforza ogni anno con il sostegno del prof. Paolo Fuschi, Prorettore Delegato all’Internazionalizzazione e alle Strategie di Attrazione degli Studenti Stranieri, e con il contributo di tutto il personale amministrativo dell’Ufficio Relazioni Internazionali.
Si arricchisce il confronto con l’Area servizi agli Studenti il prorettore alla didattica prof Antonio Vitetta il delegato al diritto allo studio prof. Antonio Taccone e con tutto il personale amministrativo afferente.
Anche quest’anno è coinvolta la Caritas Diocesana di Reggio Calabria, che continua a garantire supporto sia economico che umano, mettendo a disposizione del progetto tutor che affiancano gli studenti nelle esigenze extra-accademiche. Prosegue inoltre la collaborazione con Banca Etica. Inoltre sono intervenuti all’incontro di oggi Andrea Pecoraro, Senior Durable Solutions Associate UNHCR e Luisa Bianco Senior Durable Solutions Assistant
La sensibilità del Rettore nei confronti del Progetto UNICORE si traduce nella promozione di azioni a sostegno degli studenti coinvolti. In questo contesto, nei giorni scorsi, si è concretizzata anche una donazione a favore del progetto, a ulteriore conferma dell’impegno dell’Ateneo nel promuovere percorsi di inclusione, formazione e dignità.
Con un impegno costante verso l’innovazione didattica e scientifica, l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, rafforza il proprio corpo docente attraverso nuove assunzioni.
Entrano a far parte della comunità accademica nove nuovi Professori Associati:
• Gioacchino Alotta
• Giuseppe Badagliacca
• Alessia Cagnano
• Valerio Ferro Allodola
• Carmelo Maria Musarella
• Riccardo Maria Pulselli
• Maria Sammarro
• Francesca Schepis
• Claudia Triolo
A queste importanti nomine si aggiunge quella della Prof.ssa Filomena Mazzeo, medico chirurgo, che assume il ruolo di Professoressa Ordinaria nell’ambito delle Scienze Motorie e Sportive.
Un profilo di alto rilievo scientifico e professionale che consolida la crescita dell’Ateneo reggino riaprendosi, a distanza di oltre vent'anni, anche nell' area medica.
“Si rafforza così un ecosistema di competenze che potrà sostenere l'azione, avviata dal nostro Ateneo - dichiara il Rettore Giuseppe Zimbalatti - finalizzata ad ampliare e qualificare in questo ambito l’offerta formativa con nuovi percorsi pensati per rispondere alle esigenze emergenti della società e generare impatti reali sulla qualità della vita.”
Queste nuove presenze sono testimonianza di una scelta chiara: accompagnare le nuove generazioni nel loro percorso di crescita, investendo sulle competenze, sulla ricerca scientifica e sulla centralità dello studente.
Reggio Calabria 12 gennaio 2026
È stata sottoscritta la Convenzione Quadro tra l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria per avviare forme strutturate di collaborazione nella ricerca, nella didattica e nella formazione.
L’accordo è stato firmato dal Commissario straordinario dell’Ente Parco, dott. Renato Carullo, e dal Rettore dell’Università Mediterranea, prof. Giuseppe Zimbalatti, e nasce da una visione condivisa che considera l’Aspromonte un laboratorio naturale di straordinario valore scientifico, ambientale, culturale e agroforestale.
A sottolineare il significato dell’intesa, il Rettore dell’Università Mediterranea, prof. Giuseppe Zimbalatti, ha dichiarato:
«Questa Convenzione rafforza il legame tra Università e territorio, valorizzando l’Aspromonte come spazio di ricerca, formazione e innovazione al servizio dello sviluppo sostenibile della Calabria».
Il commissario Straordinario del Parco d’Aspromonte arch. Carullo in linea con quanto già asserito dal Rettore “questa convenzione rappresenta la cornice amministrativa che certifica come le collaborazioni interistituzionali possono rappresentare il primo volano per la crescita sostenibile del territorio”
Ambiti di collaborazione
La Convenzione prevede:
• attività di ricerca fondamentale e applicata sulla biodiversità, gli ecosistemi e l’uso sostenibile delle risorse naturali;
• studi e monitoraggi sugli impatti dei cambiamenti climatici e sull’introduzione di specie invasive, con strategie di mitigazione;
• collaborazione nella presentazione di proposte progettuali congiunte per bandi pubblici e privati.
Formazione e trasferimento della conoscenza
L’accordo costituisce una piattaforma di riferimento per l’attivazione di:
• borse di studio e dottorati di ricerca;
• tesi di laurea, tirocini ed esercitazioni pratico-applicative presso le strutture del Parco;
• seminari, convegni, tavoli tecnici e linee guida per lo sviluppo dei settori agro-forestale, ambientale, alimentare e culturale;
• visite didattiche e di studio all’interno dell’area protetta.
Un patrimonio scientifico condiviso
I risultati delle attività di studio e ricerca costituiranno patrimonio comune dell’Università Mediterranea e dell’Ente Parco e saranno utilizzabili nell’ambito delle rispettive competenze e attività istituzionali, a supporto delle politiche di tutela e valorizzazione del territorio.
Durata e rinnovo
La Convenzione ha una durata di cinque anni, rinnovabile automaticamente, salvo disdetta di una delle parti.
Un accordo che rafforza il legame tra Università, territorio e ambiente, riconoscendo nella conoscenza scientifica uno strumento essenziale per costruire sviluppo sostenibile, tutela ambientale e futuro per l’Aspromonte e per l’intera Calabria.
Reggio Calabria 9 gennaio 2026