Mediterranea, il valore del servizio, la forza della comunità
Martedi 23 dicembre, l’Aula Magna Ludovico Quaroni ha ospitato, per la prima volta nella storia dell’Ateneo, una Cerimonia dedicata al Personale Tecnico, Amministrativo e Bibliotecario dell’Università degli Studi Mediterranea collocato in quiescenza, un’iniziativa dal forte valore simbolico e umano che ha saputo coinvolgere l’intera comunità universitaria.
L’evento, promosso dall’Ateneo reggino all’insegna dei valori di servizio, appartenenza e comunità, ha visto una partecipazione numerosa e sentita: decine di pensionati, insieme ai loro familiari, ai colleghi in servizio, ai vertici accademici e istituzionali dell’Ateneo, hanno preso parte a una giornata intensa, carica di memoria, riconoscenza e orgoglio condiviso.
Per la prima volta, l’Università ha scelto di fermarsi per dire “grazie” a chi ha dedicato la propria vita professionale al funzionamento quotidiano, silenzioso ma essenziale, dell’istituzione universitaria. Un gesto non rituale, ma profondamente sentito nel senso più alto del termine: riconoscere il valore delle persone come fondamento della qualità delle istituzioni.
Nel suo intervento, il Rettore, Giuseppe Zimbalatti, ha sottolineato il significato profondo dell’iniziativa:
«Questa giornata nasce da una convinzione chiara: un’Università non è fatta solo di edifici o di risultati scientifici, ma soprattutto di persone. I colleghi oggi in quiescenza rappresentano un patrimonio umano e culturale inestimabile. Con il loro lavoro hanno costruito, giorno dopo giorno, il prestigio e l’affidabilità della Mediterranea. Oggi restituiamo loro, pubblicamente, la nostra gratitudine e il nostro rispetto».
Particolarmente sentito anche l’intervento del Rappresentante del personale PTAB in Senato Accademico, Marcello Spagnolo, che ha ricordato le motivazioni alla base della proposta di istituire una vera e propria “Giornata dei Pensionati dell’Università”: «Questa iniziativa rappresenta la più bella risposta al desiderio di non spezzare il filo della comunità. Andare in pensione non significa uscire dalla storia dell’Ateneo. Al contrario, significa portarne con sé la memoria, i valori, le competenze. Celebrare una giornata dedicata ai pensionati vuol dire riconoscere il loro ruolo e favorire un dialogo intergenerazionale che arricchisce tutti».
Sulla stessa linea la dichiarazione del Rappresentante PTAB nel Consiglio di amministrazione, Marco Santoro, che ha posto l’accento sul benessere organizzativo e sulla visione di lungo periodo: «Valorizzare chi ha concluso il proprio servizio significa rafforzare il senso di appartenenza anche di chi oggi lavora alla Mediterranea. È un messaggio potente: qui le persone contano, prima e dopo il servizio attivo. Questa giornata può diventare un ponte tra generazioni, uno spazio di incontro, di scambio di esperienze, di trasmissione di saperi e memorie preziose».
La cerimonia, dopo i rituali saluti istituzionali, ha visto la consegna degli attestati di riconoscimento e di un crest con il simbolo dell’Ateneo a tutti i partecipanti, ed è stata arricchita da piacevoli spazi musicali, proposti dall’Ensemble musicale della Mediterranea, e si è conclusa con un momento di convivialità che permesso di rendere ancora più festosa l’atmosfera. Più volte, nel corso del pomeriggio, la commozione ha attraversato la sala, confermando il bisogno profondo di iniziative capaci di mettere al centro la dimensione umana del lavoro.
Non è mancato, infine, uno sguardo al futuro: tra le proposte emerse, anche l’ipotesi di dar vita a una Associazione dei Pensionati dell’Università Mediterranea, come testimonianza duratura del loro contributo e come ulteriore strumento di partecipazione e dialogo.
Quella di oggi non è stata solo una cerimonia, ma l’avvio di un percorso culturale e istituzionale nuovo. Un segnale forte di un’Università che riconosce il valore del servizio, che si prende cura della propria comunità e che afferma, con chiarezza, che la memoria e la dignità del lavoro non vanno mai in quiescenza.