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Il Paesaggio terrazzato storico della Costa Viola in un seminario al Dipartimento di Agraria, nell’ambito delle iniziative ITLA e del programma PAGUS+

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Paesaggi terrazzati storici

Mercoledì 21 ottobre presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, si è svolta una Open Lecture sui Paesaggi terrazzati storici, dal titolo: “Il paesaggio agrario della Costa Viola nella città metropolitana di Reggio Calabria: caratteri distintivi, dinamiche di trasformazione e cambiamenti climatici”. Il seminario, svoltosi nell’ambito del Corso integrato di “Analisi, pianificazione e infrastrutture per il paesaggio rurale”, è stato tenuto dai Proff. Salvatore Di Fazio e Salvatore Praticò.

Con questa iniziativa il dipartimento di Agraria ha aderito alla “Giornata Nazionale del Paesaggio terrazzato e dell’arte delle costruzioni in pietra a secco”, indetta dalla sezione italiana dell’ITLA (International Terraced Landscape Alliance) (LINK AL CALENDARIO NAZIONALE DEGLI EVENTI). L’iniziativa, inoltre si colloca all’interno del progetto strategico “PAGUS+ / Paisajes patrimoniales y servicios ecosistémicos en grandes áreas urbanas ante el cambio global”, guidato da: Instituto Andaluz del Patrimonio Histórico con il sostegno finanziario del Ministerio de Ciencia e Innovación (España), Programa Estatal de I+D+i (PEICTI 2024-2027).

Nel corso del seminario il Prof. Di Fazio ha evidenziato i caratteri prevalenti del paesaggio terrazzato della Costa Viola, evidenziandone i fattori intrinseci e di contesto che lo hanno reso possibile. Esso si è sviluppato in un territorio proibitivo per lo sviluppo della viticoltura, conquistando versanti dove i terrazzamenti hanno interessato pendenze fino al 250%, chiamando in causa ragioni non ascrivibili esclusivamente alla convenienza economica. Anzi, come è stato notato da diversi economisti, i sistemi terrazzati sono frutto di una costruzione sociale condivisa dalla comunità, dove la valorizzazione della manodopera familiare e una visione culturale che si fa carico del benessere delle generazioni future e della salvaguardia dei luoghi hanno sostenuto un’opera di trasformazione immensa che non avrebbe potuto trovare alcuna giustificazione nel mero tornaconto finanziario.Oggi questo paesaggio fornisce alla popolazione diversi servizi ecosistemici. In particolare, di fronte agli eventi metereologici estremi legati ai cambiamenti climatici, assume notevole importanza la protezione dal rischio idrogeologico. Preoccupa da questo punto di vista il progressivo abbandono dei terrazzamenti agricoli,  in un’area storicamente fragile, con conseguenze rilevanti per la sicurezza dei territori. Si pensi che nella sottozona di Favazzina, negli ultimi 75 anni si sono registrati circa 250 smottamenti ed eventi franosi di diverso tipo e rilevanza, con gravi danni per le infrastrutture e per gli insediamenti a valle. 

Il prof. Praticò, nel suo contributo, ha presentato un dettagliato studio di analisi territoriale dei cambiamenti dell’uso del suolo nella Costa Viola negli ultimi 70 anni, evidenziando il progressivo abbandono agricolo dei terrazzamenti. Rispetto agli oltre 800 ettari di terrazzamenti agrari presenti nel 1955, prevalentemente ordinati alla viticoltura, nel 2014 si registravano solo 120 ettari di terrazzamenti ancora attivi. La contrazione più drammatica si è avuta nel periodo 1955-1975, con un drastico dimezzamento della superficie terrazzata utilizzata. Diventa oggi estremamente importante il monitoraggio dell’area, perché un così conistente e prolungato abbandono può essere concausa di un incremento preoccupante del rischio idrogeologico nell’area. Il seminario, tuttavia, ha registrato alcuni incoraggianti fenomeni in controtendenza: la valorizzazione ecoturistica di sentieri tra i terrazzamenti, la valorizzazione delle produzioni vitivinicole anche attraverso la creazioni di reti virtuose tra produttori e aziende di trasformazione, diversi tentativi di valorizzazione turistica e culturale del paesaggio terrazzato. Se in passato le ragioni agricole hanno reso possibili i sistemi terrazzati che hanno contribuito alla sicurezza dei luoghi e che nella storia sono stati apprezzati dai tanti viaggiatori che li hanno visitati, oggi sono i proprio i servizi ecosistemi da essi forniti che potranno sostenere il mantenimento della viticoltura negli stessi luoghi.

Alle relazioni dei Proff. Praticò e Di Fazio è seguito un vivace dibattito con diversi interventi di studenti, ricercatori e operatori del settore. In conclusione è stata ribadita l’importanza della giornata (o meglio di una settimana) nazionale ITLA dedicata al paesaggio terrazzato e all’arte della costruzione in pietra a secco, cui quest’anno hanno aderito in tutta Italia diverse istituzioni con molteplici iniziative (mostre fotografiche, convegni e seminari, visite guidate, gite d’istruzione, ecc.).