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ANALISI E RAPPRESENTAZIONE DEI MODELLI URBANI E RURALI NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO

Corso Architettura
Curriculum Curriculum unico
Orientamento Orientamento unico
Anno Accademico 2019/2020
Crediti 6
Settore Scientifico Disciplinare ICAR/17
Anno Primo anno
Unità temporale
Ore aula 60
Attività formativa

Canale unico

Docente SEBASTIANO NUCIFORA
Obiettivi PROGRAMMA DEL CORSO E OBIETTIVI FORMATIVI
L’esplosione demografica del continente africano, ed in particolare dell’area subsahariana, non è un fenomeno che il mondo occidentale può ormai derubricare dalla agenda di governo dei propri territori. Il volgere le spalle al conseguente fenomeno migratorio, in un atteggiamento di totale chiusura materiale e culturale, non appare una risposta né intelligente né lungimirante. Solo un riequilibrio delle risorse tra paesi ricchi e paesi poveri potrà favorire un miglioramento delle condizioni generali di questi ultimi, e garantire un livello dignitoso di vita alle loro popolazioni, aprendo, di fatto, a nuove prospettive di sviluppo e di reciprocità utili a tutti.
Ciò vuol dire mettere in atto quel “Piano Marshall per l’Africa” che, già dai tempi di Margaret Thatcher, viene proposto a più riprese sui tavoli di lavoro delle commissioni europee.
Quanto detto, si traduce in una molteplicità di interventi da attuare direttamente nei territori interessati e, per quanto ci riguarda, nella progettazione e nella costruzione di opere architettoniche di varia natura.
Durante il periodo coloniale, gli stati europei hanno imposto un modello di sviluppo avulso dalla cultura locale. Questo si è riflesso anche nel campo della pianificazione urbana e dell'architettura, imponendo modelli abitativi non appropriati.
Lo stesso errore, sebbene in scale minore, è stato spesso fatto, in buona fede, negli interventi di Cooperazione che molte Organizzazioni hanno attuato nel territorio africano. Il distacco dalla cultura abitativa locale ha spesso provocato un rifiuto delle popolazioni locali verso le opere costruite e al conseguente loro deperimento.
Il problema è di ordine generale e coinvolge sia gli interventi in aree rurali, sia le aree periferiche delle metropoli africane, meta di fortissima e incontrollata immigrazione interna, dove proliferano Slum e Bidonville.
Il corso si propone come una esperienza propedeutica al progetto nei PVS e, più in generale, ad un potenziamento dell'attenzione verso le forme dell'architettura intese come il risultato di una interazione tra il desiderio creativo dell'architetto e i bisogni, sia materiali sia culturali, delle persone.
Attraverso gli strumenti classici del disegno, verranno studiati e analizzati i modelli abitativi di alcune realtà dell’Africa subsahariana. In particolare il corso concentrerà la sua attenzione sulle architetture dei villaggi senegalesi del Sahel e sulle periferie di due grandi metropoli africane: Dakar in Senegal e Dar Es Salaam in Tanzania. Verranno inoltre analizzati alcuni progetti realizzati dalla nuova generazione di architetti africani e architetti occidentali cooperanti.
L’obiettivo formativo è la presa di coscienza da parte dello studente della necessaria coerenza tra modello abitativo e organizzazione dello spazio, per evitare, nelle future progettazioni, le logiche impositive di tipo coloniale.
Programma PROGRAMMA DEL CORSO E OBIETTIVI FORMATIVI
L’esplosione demografica del continente africano, ed in particolare dell’area subsahariana, non è un fenomeno che il mondo occidentale può ormai derubricare dalla agenda di governo dei propri territori. Il volgere le spalle al conseguente fenomeno migratorio, in un atteggiamento di totale chiusura materiale e culturale, non appare una risposta né intelligente né lungimirante. Solo un riequilibrio delle risorse tra paesi ricchi e paesi poveri potrà favorire un miglioramento delle condizioni generali di questi ultimi, e garantire un livello dignitoso di vita alle loro popolazioni, aprendo, di fatto, a nuove prospettive di sviluppo e di reciprocità utili a tutti.
Ciò vuol dire mettere in atto quel “Piano Marshall per l’Africa” che, già dai tempi di Margaret Thatcher, viene proposto a più riprese sui tavoli di lavoro delle commissioni europee.
Quanto detto, si traduce in una molteplicità di interventi da attuare direttamente nei territori interessati e, per quanto ci riguarda, nella progettazione e nella costruzione di opere architettoniche di varia natura.
Durante il periodo coloniale, gli stati europei hanno imposto un modello di sviluppo avulso dalla cultura locale. Questo si è riflesso anche nel campo della pianificazione urbana e dell'architettura, imponendo modelli abitativi non appropriati.
Lo stesso errore, sebbene in scale minore, è stato spesso fatto, in buona fede, negli interventi di Cooperazione che molte Organizzazioni hanno attuato nel territorio africano. Il distacco dalla cultura abitativa locale ha spesso provocato un rifiuto delle popolazioni locali verso le opere costruite e al conseguente loro deperimento.
Il problema è di ordine generale e coinvolge sia gli interventi in aree rurali, sia le aree periferiche delle metropoli africane, meta di fortissima e incontrollata immigrazione interna, dove proliferano Slum e Bidonville.
Il corso si propone come una esperienza propedeutica al progetto nei PVS e, più in generale, ad un potenziamento dell'attenzione verso le forme dell'architettura intese come il risultato di una interazione tra il desiderio creativo dell'architetto e i bisogni, sia materiali sia culturali, delle persone.
Attraverso gli strumenti classici del disegno, verranno studiati e analizzati i modelli abitativi di alcune realtà dell’Africa subsahariana. In particolare il corso concentrerà la sua attenzione sulle architetture dei villaggi senegalesi del Sahel e sulle periferie di due grandi metropoli africane: Dakar in Senegal e Dar Es Salaam in Tanzania. Verranno inoltre analizzati alcuni progetti realizzati dalla nuova generazione di architetti africani e architetti occidentali cooperanti.
L’obiettivo formativo è la presa di coscienza da parte dello studente della necessaria coerenza tra modello abitativo e organizzazione dello spazio, per evitare, nelle future progettazioni, le logiche impositive di tipo coloniale.
Testi docente Alberto Arecchi, Abitare in Africa. Architetture, villaggi e città, nell’Africa subsahariana, dal passato al presente, Mimesis, Milano 1998
Patrick Dujarrick, Maison Sénégalaises, Habitat rural 1, Dakar 1986
Roberto Filippetti, Modernità Ibride. Esperienze d’Architetture in Senegal, Franco Angeli, Milano 2014
Mike Davis, Il pianeta degli Slum, Feltrinelli, Milano 2006
AAVV, Needs, Lettera ventidue 2017
Laura Marino, Sebastiano Nucifora, Alessandro Villari, Dieci scuole a Dar Es Salaam, Aracne, Roma 2017

Raul Pantaleo, Attenti all’uomo bianco, Eleuthera 2010
Riszard Kapuscinsky, Ebano, Feltrinelli, Milano 2008
Riszard Kapuscinsky, L’altro, Feltrinelli, Milano 2015
Giosuè Calaciura, La figlia perduta. La favola dello slum, Bompiani 2005
Erogazione tradizionale
Erogazione a distanza No
Frequenza obbligatoria No
Valutazione prova scritta No
Valutazione prova orale
Valutazione test attitudinale No
Valutazione progetto
Valutazione tirocinio No
Valutazione in itinere No
Prova pratica No

Ulteriori informazioni

Nessun materiale didattico inserito per questo insegnamento

Elenco dei rievimenti:

Descrizione Avviso
Ricevimenti di: Sebastiano Nucifora
per tutto l'anno accademico 2019.20, gli studenti saranno ricevuti presso il Dipartimento dArTe (prima stecca, Piano Terra, Stanza 18. Oppure in Aula A12) ogni mercoledi dalle ore 11.30 alle ore 13.30.

p.s.
Si precisa che, qualora il sottoscritto non fosse presente (momentaneamente e per motivi legati ad eventuali altre attivita didattiche) in stanza nell'orario sopraindicato, gli interessati sono autorizzati SOLO NELL'INTERVALLO DI TEMPO in questione (11.30-13.30), a contattare il numero 3478859482.
Nessun avviso pubblicato
Nessuna lezione pubblicata
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