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Workshop 3, i diritti dei migranti

Condizione giuridica degli stranieri nel complesso sistema di normative nazionali, di Claudio Panzera ed Alessio Rauti

Sintesi WS 3 – I diritti dei migranti

Nell’ambito della festa dell’Europa, dedicata alle questioni poste dall’immigrazione e organizzata dal Comune di Reggio Calabria (Assessorato alle politiche sociali e ufficio Europe Direct), i dottori Claudio Panzera ed Alessio Rauti, fondatori del Centro di ricerca sulle cittadinanze, per conto del Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia, hanno avuto l’incarico di occuparsi del Workshop 3, relativo ai diritti dei migranti, che ha visto la partecipazione prevalentemente di studenti delle scuole superiori (accompagnati da alcuni docenti), di studenti universitari provenienti dall’Università per stranieri ‘Dante Alighieri’ di RC e dai corsi di laurea in operatore sociale dell’Università di Messina, di singoli cittadini interessati e del responsabile dell’Ufficio diocesano per le migrazioni.

L’incontro si è svolto mercoledì 11 maggio. Per andare incontro alle diverse esigenze di un uditorio così eterogeneo si è deciso di presentare, con l’ausilio di apposite slides, un quadro generale della condizione giuridica del migrante che attraversa i confini dell’Unione Europea, mettendo fin da subito in evidenza come dal punto di vista giuridico non esista una figura unitaria di “straniero” quanto piuttosto una varietà di condizioni e status che obbliga a ragionare di “stranieri”, tenendo anche conto del fatto che le qualifiche utilizzare ai vari livelli normativi non sempre coincidono.

Per descrivere tali diverse qualificazioni giuridiche, si è dunque reso indispensabile individuare e distinguere correttamente i molteplici sistemi o livelli normativi che agiscono (dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, al Consiglio d’Europa, all’Unione Europea, ai singoli Stati nazionali, comprensivi delle loro eventuali articolazioni interne), ciascuno con un complesso di princìpi e regole operative, organi e procedure autonome ma destinate a sovrapporsi e coordinarsi con quelle degli altri livelli.
La presentazione è poi proseguita soffermandosi in particolare su tre ambiti giuridici: quello dell’Unione Europea (I), quello nazionale (II) e quello regionale-locale (III).

(I) Ci si è soffermati sul c.d. “sistema Schengen” e sull’articolata normativa dell’UE in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Segnatamente, oltre all’analisi dell’art. 10, III c., della Costituzione italiana sul diritto di asilo, sono stati oggetto di approfondimento i diversi status degli stranieri extracomunitari risultanti dalla normativa comunitari. Un’attenzione particolare è stata riservata alla condizione giuridica dei richiedenti protezione internazionale e protezione sussidiaria.
(II) Dopo una rapida analisi delle altre norme che la Costituzione dedica al tema dell’immigrazione, si è illustrata l’evoluzione normativa che ha condotto all’adozione, nel 1998, del principale strumento normativo italiano in materia, il Testo Unico sull’Immigrazione (l. 40/1998 e d.lgs. 286/1998, più volte modificato negli anni) e all’analisi della giurisprudenza della Corte costituzionale che ha contribuito ad una sistemazione più razionale dei diritti e dei doveri degli stranieri, nel quadro dei vincoli provenienti dall’ordinamento internazionale e comunitario.
(III) Da ultimo, ci si è soffermati sulla situazione della Regione Calabria, presentando brevemente – grazie alla collaborazione di due dottorande di ricerca del Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia dell’Ateneo reggino (A. Battaglia e S. Polimeni) – gli sviluppi a livello normativo del c.d. “modello Riace” (l.r. 18/2009) ed un esempio di buona pratica nella gestione dei flussi migratori in arrivo, grazie al coinvolgimento di istituzioni dell’amministrazione centrale, istituzioni locali e società civile (il c.d. “Protocollo reggino”).


Gli esiti del Workshop sono stati poi oggetto di apposita relazione in un incontro conclusivo svoltosi il 13 maggio presso la Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, alla presenza dei sindaci di diversi comuni della Provincia di Reggio.

L’incontro è parso molto proficuo ed ha rivelato l’assoluta centralità della formazione a largo raggio (scuole, associazioni del settore, singoli cittadini, personale degli enti pubblici) sulle questioni che il fenomeno, ormai sistemico e di lungo periodo, dell’immigrazione verso l’Europa comporta già adesso e sempre più comporterà in futuro, per meglio preparare le nostre comunità locali (e, di riflesso, quella nazionale) ad un impegno di integrazione che non pare più procrastinabile. In questo delicato compito, il Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia conferma il proprio sostegno.

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